Cronache degli eventi gramsciani

25 settembre 2003

IL NOSTRO SAID

Di Giorgio Baratta

Quando è giunta la notizia della scomparsa di Edward Said, ho pensato: è mancato un compagno, e poi ho pensato: il compagno di Gramsci. Quindici anni fa ci sentivamo tutti compagni. Oggi questa espressione sembra diventata una pura etichetta di partito. Abbiamo rimosso quello slancio, certo eccessivo, ma siamo diventati più poveri.
Ritorno su quella associazione di pensiero. Credo contenga una verità forte.
Said non era marxista, né comunista. Ma la sua impresa intellettuale e politica è una lezione di comportamento comunista, e una metafora del comunismo nel passaggio da un secolo all’altro. Sotto questo riguardo la sua “fonte” è decisamente, se non unicamente Gramsci. L’egemonia – ha detto di sé Said – è stata come una bussola per addentrarsi nel labirinto dell’orientalismo, più tardi per stabilire connessioni e intrecci tra cultura e imperialismo. Egli ha raccolto l’eredità di Gramsci, che aveva raccolto l’eredità di Marx nel passaggio da (quel) secolo all’altro.
C’è un eccesso nella sottolineatura di questi passaggi e in queste analogie? Può darsi. Oggi, in questa epoca ipermoderna ansiosa solo di “novità”, corriamo sempre il

Napoli, 20-21 giugno 2003

DIALOGHI DEL CARCERE – GRAMSCI INCONTRA BENJAMIN

Di Costanza Orlandi

Il 20 e 21 giugno si è svolto a Napoli un convegno di studio dal titolo “Dialoghi del carcere – Gramsci incontra Benjamin”. All’organizzazione della manifestazione, patrocinata dalle istituzioni locali, hanno partecipato congiuntamente i due atenei napoletani (“L’Orientale” e “Federico II”), l’Università di Osnabrück, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Immaginare l’Europa (Network of Institutes, Libraries and Research Centers) e la sezione italiana dell’International Gramsci Society.
Nell’intenzione degli ideatori, Giorgio Baratta, Klaus Garber e Lothar Knapp, il titolo scelto per il convegno rispecchiava l’intento di accostare, in forma di una sorta di “dialogo immaginario”, da una parte la “voce” di Antonio Gramsci e dall’altra quella di un altro pensatore del Novecento che come l’autore dei Quaderni del carcere potesse aiutarci a riflettere sugli aspetti caratterizzanti la cultura europea del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle: nel suo rapporto sia con le epoche passate sia con

Napoli, 8-10 maggio 2003

IMMAGINARE L’EUROPA NEL MONDO POSTCOLONIALE
GRAMSCI E I SUD DEL PIANETA

"L'egemonia del Nord sarebbe stata 'normale' e storicamente benefica, se l'industrialismo avesse avuto la capacità di ampliare con un certo ritmo i suoi quadri per incorporare sempre nuove zone economiche assimilate {.) Ma invece non fu così. L'egemonia si presentò come permanente; il contrasto si presentò come una condizione storica necessaria per un tempo indeterminato e quindi apparentemente 'perpetua' per l'esistenza di una industria settentrionale". (A. Gramsci, primo quaderno del carcere, § 149).
Non è l'epoca per iniziative monografiche. Interroghiamo i classici come "testimoni del presente". Il ricorso ad autori del passato, per meglio comprendere il "presente come storia", implica un metodo di studio comparativo tra pensatori e situazioni di epoche differenti, attento ai confronti e agli innesti, consapevole del vincolo filologico ma capace altresì di "usi" arditi, congeniali a una necessità primaria del momento: il libero viaggio del pensiero critico tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud del mondo.
Gramsci ci ha insegnato a leggere i tempi e gli spazi della storia umana con una impostazione complessa e articolata, che rifiuta ogni semplificazione e omologazione,

Perugia, 27 marzo 2003

GRAMSCI, CULTURE AND ANTROPOLOGY

Di Costanza Orlandi

Il 27 marzo scorso presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Perugia si è tenuto un seminario-dibattito per presentare l’ultima opera di un’antropologa inglese trapiantata negli Stati Uniti - Kate Crehan - su Antonio Gramsci. Il saggio è intitolato Gramsci, Culture and Antropology (City University of New York Graduate Center, 2002).
Kate Crehan è Assistent Professor nel Dipartimento di Psicologia, Sociologia, Antropologia e Scienze Sociali del College of Staten Island, City University of New York. Tra i suoi lavori The Fractured Community: Landscape of Power and Gender in Rural Zambia (California, 1997). L’incontro di Perugia è stato organizzato dalla Sezione Antropologica del Dipartimento Uomo e Territorio e patrocinato dall’International Gramsci Society - Italia.
L’incontro si è tenuto nell’Aula Magna della Facoltà, occupata già da alcuni giorni in segno di protesta contro l’attacco all’Iraq. In linea con lo stato di co-gestione studentesca in cui si trovava la struttura universitaria, il regolare svolgimento della manifestazione era stato prima concordato con gli studenti. I loro rappresentanti avevano

Roma, 21 novembre 2002

CONVEGNO SU GRAMSCI DELL'ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA

Di Chiara Meta

Il 21 novembre 2002 si è svolto a Roma un convegno organizzato dall'Istituto Treccani, in occasione della pubblicazione della voce Gramsci, Antonio (scritta da Giuseppe Vacca) del Dizionario biografico degli italiani [cfr. la recensione dello scritto in questo sito, nella rubrica Recensioni].
Dopo i saluti inaugurali da parte di Francesco Paolo Casavola (presidente dell'Istituto della enciclopedia italiana) e di Mario Caratale (direttore del Dizionario), Giuseppe Vacca ha svolto la prima relazione dell'incontro (Elementi per una biografia), prendendo le mosse dalla constatazione di un dato di fatto: su Gramsci non esiste ancora una biografia completa, tanto meno un'opera in grado di usufruire di tutto il nuovo materiale informativo emerso a partire dal 1989. Partendo dall'intreccio esistente tra acquisizione filologica di nuovi elementi e diverse possibili vie interpretative, il lavoro di Vacca si presenta, più che come un'opera conclusiva in grado di raccogliere tutti i precedenti lavori, come la proposta di un possibile schema per uno studio ancora da scrivere. Nella consapevolezza - che lo stesso studioso ha esplicitato e in qualche