Recensioni

Edoardo Sanguineti, Schede Gramsciane, Utet Libreria, 2004, pp. 146, € 11

Pensiero e parola nel laboratorio dei Quaderni
Da egemonia a cadornismo, da immanentista a montecitoriale, 138 «Schede gramsciane»
di Edoardo Sanguineti per Utet libreria.

Di Guido Liguori

Usciva meno di un anno fa un libro collettaneo, frutto di un «seminario sul lessico dei Quaderni della Igs Italia» che chiamammo Le parole di Gramsci. Per un lessico dei «Quaderni del carcere». In quel lavoro convergevano competenze diverse, di italianisti, di filosofi e storici delle idee. Cercavamo (e cerchiamo, poiché la ricerca continua), in verità, nel «laboratorio» dei Quaderni, l’evolversi dei concetti per tramite della presenza e dell’uso delle parole, dei lemmi. Opera che credo più che mai necessaria e utile. Eppure ora, di fronte a questo simpaticissimo libretto di Edoardo Sanguineti, Schede gramsciane (Utet libreria, pp. 146, euro 11) si può venir presi quasi da un rammarico: di

Aa. Vv., Le parole di Gramsci, a cura di Guido Liguori e Fabio Frosini, Roma, Carocci, 2004, pp. 272, € 20,20

Un libro sulle parole-chiave di Gramsci

Di Giuseppe Cacciatore

Chi abbia come me studiato Vico e la tradizione vichiana - e dunque abbia considerato centrale la relazione filologia-filosofia non solo per l’importanza che essa riveste nel processo di fondazione della scienza storica ma anche per ciò che essa implica nei percorsi della riflessione moderna sui nessi tra teoria e prassi – non può che salutare con estremo favore il progetto della International Gramsci Society italiana di dar vita a un lessico ragionato e, al contempo, filologicamente fondato dei Quaderni del

Fabio Frosini, Gramsci e la filosofia. Saggio sui Quaderni del carcere, Roma, Carocci, 2003 (recensito da Giuseppe Cospito)

Gramsci e la filosofia

Di Giuseppe Cospito

Il recente volume di Fabio Frosini su Gramsci e la filosofia. Saggio sui Quaderni del carcere (Roma, Carocci, 2003), costituisce per un verso il punto d’arrivo (sia pure provvisorio) di oltre un decennio di studi gramsciani dell’autore e per l’altro inaugura una collana di saggi «Per Gramsci», promossa dal Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani e dalla International Gramsci Society – Igs Italia, ma soprattutto si inserisce in un nuovo filone di indagini sull’opera gramsciana che, a oltre mezzo

Alberto Burgio, Gramsci storico. Una lettura dei “Quaderni del carcere”, Roma-Bari, Laterza, 2003 (recensito da Guido Liguori)

Gramsci storico

Di Guido Liguori

Uno dei meriti maggiori di Togliatti nell’Italia liberata dal fascismo fu l’aver pubblicato e fatto conoscere – al suo partito e al paese intero – un pensatore, Antonio Gramsci, destinato a divenire il “saggista” italiano moderno più conosciuto nel mondo. Gramsci non aveva pubblicato libri, non aveva fatto carriera in accademia (pur avendone concretamente la possibilità): travolto dalla passione politica, aveva fatto prima il giornalista militante, poi il dirigente politico, infine “il prigioniero” che in carcere aveva speso energie preziose per riflettere sui perché della sconfitta del movimento rivoluzionario in “Occidente”, cioè nei paesi capitalisticamente avanzati. Nel 1944 il suo nome era

Giorgio Baratta, Le rose e i quaderni (Roma, Carocci, 2003)

 

Il pensiero dialogico di Antonio Gramsci

Di Costanza Orlandi

Nel 2000 Giorgio Baratta ha pubblicato una raccolta di saggi intitolata Le rose e i quaderni. Saggio sul pensiero di Antonio Gramsci (Gamberetti Editrice). Si trattava di una rielaborazione di lavori in parte inediti, in parte già usciti nel corso degli anni ’90 di cui una lettura complessiva, resa possibile dalla raccolta in volume unico, metteva in luce alcune costanti teoriche che si sviluppano su un percorso trasversale ai Quaderni del carcere. Su questo volume scrissi allora una recensione apparsa in Critica marxista