Recensioni

Noemi Ghetti, La cartolina di Gramsci. A Mosca, tra politica e amori, 1922-1924 (Roma, Donzelli, 2016, pp. 221)

Politica e amori di Gramsci a Mosca

di Lea Durante

L’ultimo libro di Noemi Ghetti, La cartolina di Gramsci. A Mosca, tra politica e amori, 1922-1924 (Roma, Donzelli, 2016, pp. 221) prende le mosse da una doppia cartolina scritta nella città di Ivanovo Voznesensk da Gramsci e da Julia Schucht nella notte del 16 ottobre 1922 a Eugenia Schucht, rispettivamente compagna e sorella degli autori, ricoverata nel sanatorio di Serebrianj Bor, alle porte di Mosca, per una transitoria paralisi delle gambe, di probabile origine nervosa. La cartolina, nota dal 1987 grazie a Mimma Paulesu Quercioli, cugina di Gramsci, ma mai esaminata prima con tanta attenzione, presenta diverse ragioni di interesse, rese più chiare dai recenti studi che negli ultimi anni hanno consentito un approfondimento  della biografia di Gramsci.

Alberto Burgio, Il sistema in movimento, DeriveApprodi, 2014, pp. 489, euro 27

UNA VIVENTE FILOSOFIA DELLA PRAXIS
Di Guido Liguori

Dopo Gramsci storico (2003) e Per Gramsci (2012), Alberto Burgio torna sul marxista e comunista sardo con un volume corposo e denso, punto di arrivo di un lungo lavoro di scavo e riflessione. In Gramsci. Il sistema in movimento vengono riversati studi già noti, ma molto materiale è aggiunto, e il tutto è riordinato al fine di ricostruire l’insieme della riflessione gramsciana, dagli anni torinesi a quelli del carcere. Un contributo di grande ricchezza, che presenta però anche tratti problematici, che meritano di essere quanto meno indicati e, per quel che è qui possibile, discussi. La cifra di fondo della ricostruzione di Burgio è quella dell’unitarietà e della continuità: per ciò che concerne il pensiero di Gramsci, ma anche i legami tra questo e i punti di

Mauro Canali, Il tradimento. Gramsci, Togliatti e la verità negata, Marsilio, Venezia, 2013

CANALI SU GRAMSCI E TOGLIATTI: UNA STORIA PRECONCETTA
Di Nerio Naldi

La tesi principale del nuovo volume di Mauro Canali Il tradimento. Gramsci, Togliatti e la verità negata (Marsilio, Venezia, 2013) è che Togliatti tradì Gramsci. Lo tradìpoliticamente, a partire dall’ottobre del 1926, quando si oppose alla sua intenzione di presentare un documento che era favorevole alla parte maggioritaria del Partito comunista sovietico, ma al tempo stesso critico di alcuni tratti della sua politica; lo tradì accettando i dettami di Stalin negli anni che seguirono; lo tradì intervenendo con pesanti censure e manipolazioni nella pubblicazione dei suoi scritti dopo la fine della guerra. Lo tradì criminalmente, a partire dal febbraio del 1928, sabotando molteplici tentativi di ottenerne la liberazione.
La tesi non è nuova e la presenza di zone d’ombra nella storia del Partito comunista italiano e nei rapporti fra questo e Gramsci e in particolare nei rapporti fra Gramsci e Togliatti è riconosciuta da tempo. Ma Canali presenta nuovi documenti e riletture di fonti già note che rendono il suo lavoro di grande interesse. In particolare, Canali

Mauro Canali, Il tradimento. Gramsci, Togliatti e la verità negata, Marsilio, Venezia, 2013

STORIA E STORIE.
A PROPOSITO DELLE DIVERGENZE FRA GRAMSCI E TOGLIATTI
Di Antonio Di Meo
 
1. Oramai si va affermando un nuovo genere letterario: il noir di tipo storico. Il massimo esempio di esso, a livello mondiale, è Il codice da Vinci di Dan Brown. In Italia, come di consuetudine, la fantasia degli autori è ristretta a pochi argomenti, così come le tirature. Uno di questi è certamente la vicenda della coppia Antonio Gramsci – Palmiro Togliatti, ovvero del Pci delle origini. Rispetto a Dan Brown, però, negli autori italiani di questo genere si avverte chiaramente una certa inclinazione di tipo apparentemente realistico, associata a una forma di livore, spesso aggressivo, diversamente modulato, inspiegabile sia si tratti di fantasia, sia – ancor di più – si presenti l’opera come una