Recensioni

Pasquale Voza, Gramsci e la «continua crisi», Roma, Carocci, 2008, pp. 115, 10,80 €

SAGGI
La «rivoluzione passiva» di Antonio Gramsci
La chiave di accesso che svela il presente


Di Alberto Burgio

Sarà un caso, ma è significativo che si moltiplichino le riflessioni e gli approfondimenti analitici sull'idea di «rivoluzione passiva». L'addensarsi di un interesse non puramente archeologico sembra dimostrare l'importanza di questo concetto gramsciano ai fini di una ricostruzione pertinente - e politicamente feconda - del trentennio che abbiamo alle

L'uomo di Turi, dramma di Piero Zucaro

Recensione al dramma teatrale "L’uomo di Turi" di Piero Zucaro

Di Sandra Dugo

«A chi ci tiene chiusi, qui in cattività, diciamo: sani siamo! Vogliam la libertà!». Ascoltare la forza dirompente di queste parole, espressione dell’energia della vita contro la morte, della libertà contro la reclusione, delle persone vive contro i fantasmi della repressione. Si tratta delle parole pronunciate dal coro nel terzo atto della Opera del Dissenso di Unico… e basta, estratto dal dramma teatrale di Piero Zucaro L’Uomo di Turi.
Leggendo il testo teatrale, sin dal Prologo sembra di assistere a un valzer tragicomico che diventa una tarantella ironica ed esorcizzatrice nelle pagine successive. Mi sembra significativo pensare a una catarsi finale, vissuta in funzione di una purificazione dal male, dal dolore e dalla sofferenza di un destino spietato che ha travolto

Antonio Deias, Giovanni Mimmo Boninelli, Eugenio Testa (a cura di), Gramsci ritrovato, numero monografico di “Lares”, n. 2, anno LXXIV, Firenze, Olschki, maggio-agosto 2008, pp. 498, 25 €

Emancipare i subalterni: l’antropologia culturale ritrova Gramsci

Di Elisabetta Gallo

Dopo trent’anni di oblio Gramsci è tornato ad imporsi negli studi antropologici italiani sull’onda del successo planetario dei Cultural e Subaltern Studies. L’antropologia italiana ricorda oggi Ernesto de Martino e i venticinque anni di intensa frequentazione tra antropologia italiana e le «Osservazioni sul “folclore”» di Gramsci. Varrebbe però la pena di comprendere le ragioni di un allontanamento da Gramsci proprio quando in Gran Bretagna Raymond Williams e Stuart Hall utilizzavano il pensatore sardo per studiare la trasformazione “genetica” della cultura operaia, le dinamiche della comunicazione mediatica e del multiculturalismo negli anni del teatcherismo. La rivista di

Lea Durante, Avventure dell’identità. Letture contemporanee, Bari, Palomar, 2008, pp. 202, 20 €

Gramsci, Calvino e altre «avventure»

Di Guido Liguori

Il recente libro di Lea Durante, Avventure dell’identità. Letture contemporanee (Bari, Palomar, 2008, pp. 202) è una raccolta di saggi riserva ad «autori diversi, e temi anche apparentemente distanti». Con un «nodo centrale», però, come avverte l’autrice, quello «dell’identità sociale, come costruzione e come dissoluzione» (p. 5). Un tema quanto mai attuale, viste le vicende dell’ultimo ventennio, in cui vecchie identità (nazionali, sociali, politiche) sono tornate inaspettatamente alla ribalta e altre appaiono depotenziate. Scandagliare questa realtà a partire da approcci diversi viene facilitato all’autrice dal suo mestiere di italianista e critica letteraria, e a partire da una

Angelo D'Orsi (a cura di), Egemonie, Napoli, Dante & Descartes, 2008, pp. 512, 20 €

Gramsci e l’egemonia

Di Michele Filippini

Nel marasma concettuale che caratterizza la chiacchiera giornalistica (e non solo) su Antonio Gramsci, non può che essere ben accolta la pubblicazione degli atti di un convegno dedicato alla più fortunata e controversa delle sue categorie: l’egemonia. Egemonie (Napoli, Dante & Descartes, 2008, pp. 512) raccoglie i contributi di un convegno organizzato da una serie di dipartimenti e dalle Fondazioni Gramsci di Roma e Torino svoltosi nell’ottobre del 2005 a Napoli e Salerno.
A un primo sguardo la coerenza degli interventi può sembrare blanda, ma se si individuano dei campi tematici, come tenterò di fare, la ricostruzione della fortuna del concetto appare in tutta la sua potenza. È l’Introduzione di Angelo D’Orsi, organizzatore del convegno, a porre i «paletti» del discorso, ricostruendo i diversi significati che