Cronache degli eventi gramsciani

LETTURA COMMENTATA DEL PRIMO DEI QUADERNI DEL CARCERE

Gennaio 2001

LibUR – LIBERA UNIVERSITÀ DI ROMA Rialto - S. Ambrogio Via di S. Ambrogio 4, 00186 Roma

Programma di corso seminariale

LETTURA COMMENTATA DEL PRIMO DEI QUADERNI DEL CARCERE DI A. GRAMSCI

A cura della International Gramsci Society Italia

PROPOSTA DI CORSO

Premessa

L'idea di cimentarsi direttamente con il testo dei Quaderni gramsciani parte proprio da una delle domande culturali dei promotori della "LIBUR", in direzione di una possibilità di indagine capace di avvalersi di categorie diverse da quelle imposte dalla globalizzazione economico-culturale. Neoliberismo e neoeconomicismo sembrano oggi le uniche chiavi di lettura della realtà: dare all'economia privata piena libertà di azione (senza lacci e lacciuoli) si propone come la via "naturale" per risolvere i problemi di giustizia sociale e di compimento democratico, ma anche l'unica possibilità di "unificazione" linguistica, "globalizzando" modelli di vita e di consumo. Quella neoliberale è una prospettiva che ha dimostrato il suo forte potere egemonico dopo l'89 e che, fino ad oggi, risulta esercitare uno spontaneo potere d'attrazione sugli intellettuali di ogni provenienza. La cieca fiducia nella "legge di mercato" quale panacea di tutti i mali ripropone modelli positivistici di sviluppo ed evoluzionismi "pseudonaturalistici", giustificati
dalla "spontaneità" del processo di omologazione verso il modello americano. Sollevare il velo "tecnocratico" di queste impostazioni per mostrarne la forte componente ideologica spetta ad un sapere critico, da esercitarsi sulla pretesa scientificità di tale impostazione attraverso la sua contestualizzazione, storicizzazione e riconducibilità a determinati interessi. Tale sapere critico trova nella "filosofia della prassi" esposta da Gramsci nei Quaderni uno dei suoi presupposti imprescindibili e fondamentali. Sebbene analizzati e conosciuti in maniera frammentaria e spesso inadeguata, nei Quaderni si trova teorizzato quel "sapere sperimentale" disposto al vaglio critico sia sulle proprie premesse teoriche ed ideologiche, sia su quelle di sedicenti assolutismi e apriorismi con il proprio metodo di "storicizzazione integrale". Non a caso i Quaderni nascono sulla scia della polemica con il presupposto soggettivistico e "lirico" della filosofia di Croce da un lato e il Manuale di sociologia di Bucharin e il suo impianto positivistico dall'altro, nella consapevolezza di ingaggiare una dura "guerra di posizione" con un modello di teoria e di sociologia fortemente egemoni anche a sinistra. La ricerca teorica di Gramsci non è naturalmente che l'interfaccia della sua esperienza politica, in quanto il sapere da lui sperimentato risulta inscindibilmente legato all'azione, pronta a confrontarsi con l'inchiesta esplicitamente rivolta alla trasformazione del reale.

Perché la lettura integrale del Primo dei Quaderni nella particolare attenzione al "metodo" di Gramsci

La "questione del metodo" è intrinsecamente connessa alla stessa stesura dei Quaderni, la cui scrittura sottende da un lato il costante sforzo sistematico di visione organica e dall'altro la volontà di non perdere il contatto con la frammentarietà del reale, aprendo in continuazione nuovi potenziali campi di indagine (i quali rimangono spesso semplici indicazioni di possibili settori di ricerca e di approfondimento, viste le proibitive condizioni del carcere). L'atteggiamento fortemente antidogmatico, la sensibilità pedagogica nell'illustrare ogni problema, lo sforzo di non partire da presupposti scontati dialettizzando ogni posizione costituisce il "metodo" d'interlocuzione con il lettore che non può essere appreso se non immergendosi nella scrittura e struttura originale dei Quaderni. Tale "immersione" è resa possibile dal prezioso lavoro di Valentino Gerratana, recentemente scomparso, grazie al quale disponiamo di una edizione integrale e critica dei Quaderni. Il confronto diretto col testo consente inoltre, anche ai neofiti dell'argomento, un approccio a Gramsci libero dalle interpretazioni politicamente "canonizzate" dalla tradizione del PCI togliattiano con cui il pensiero di Gramsci è stato spesso identificato; da qui forse si deve la scarsa utilizzazione della sua figura da parte dei movimenti della sinistra antagonista. Il primo è chiaramente esemplificativo non solo dell'intero gruppo dei Quaderni ma anche di quanto abbiamo detto. Esso in particolare ha carattere interlocutorio, antidogmatico e di apertura all'indagine "a tutto campo", animato dalla consapevolezza che troppi aspetti della realtà mancano di indagine e di "dati" su cui fare teoria. Secondo Gramsci è proprio la produzione culturale, i suoi strumenti, i mezzi della formazione ideologica, il formarsi storico di una apparato egemonico a mancare di elementi e di inchiesta su cui abbozzare una teoria organica. E' un po' come se oggi ci si interrogasse su come si sia consolidato e formato l'odierno "senso comune" il successo di Berlusconi, la messa al bando dell'esperienza comunista in Italia, la sconfitta di tutti i principi costituzionali e dello stesso pacifismo, e si cercasse di capire "come e perché" ciò sia potuto accadere in (relativamente) poco tempo; con quali strumenti "mediatici" e pedagogici. Gramsci si cimentava con una realtà che aveva visto in pochi anni il passaggio dal biennio rosso e l'occupazione delle fabbriche (immediatamente dopo la prima guerra mondiale) all'instaurazione del regime fascista e al suo radicarsi non solo nelle istituzione ma proprio nella mentalità e cultura degli italiani. Egli era convinto che la sola spiegazione coercitiva e repressiva del regime (nonostante egli scrivesse dalle carceri fasciste) non era una risposta sufficiente alla sconfitta culturale e politica della sinistra. Le domande che egli si poneva nel 1929 risultano drammaticamente attuali oggi, ed ancora più stringenti. Il primo Quaderno è quello che più esplicitamente si apre all'inchiesta, i cui risultati costituiscono il materiale su cui Gramsci lavora nel corso degli altri Quaderni.

Ipotesi di strutturazione del corso

Proprio per la loro vocazione pedagogica e didattica i Quaderni sono una lettura difficile ma aperta al dialogo con il lettore-interlocutore. Il corso si baserà quindi sulla lettura e commento del primo dei Quaderni, condotto da specialisti che studiano ed insegnano Gramsci.

  • Gli incontri, di due ore ciascuno, si struttureranno in una prima parte, dedicata alla spiegazione e al commento, ed in una seconda parte, dedicata alle domande e al dibattito. Il carattere degli incontri è quello del "laboratorio di lettura" nel quale i materiali in fotocopia saranno messi a disposizione dagli organizzatori del corso.
  • Il corso si strutturerà il 11-13 incontri, una volta alla settimana, per la durata di un trimestre (fine gennaio, aprile) dell'A.A. 2000 - 2001.
  • Il corso si avvarrà di una rosa di relatori i quali, in base alla loro disponibilità, condurranno da uno a tre incontri, sulla base della selezione di brani a loro scelta tratti dal Primo Quaderno, ma coerenti con l'impostazione generale del corso.

Il primo incontro del corso, di carattere introduttivo, verrà tenuto dagli organizzatori e promotori dello stesso, cioè i rappresentanti dell'IGS Italia, proprio per chiarirne il carattere e le finalità, nonché per introdurre il tema.

******************* Programma di corso LibUR********************

Lettura commentata del primo dei "Quaderni del carcere" di A. Gramsci a cura dell’International Gramsci Society Italia

  • inizio corso gennaio 2001 • durata un trimestre, gennaio - aprile 2001
  • giorno ed orario - una volta a settimana, sabato,dalle 17.00 alle 19.00
  • dispense - le fotocopie di brani letti e commentati tratti dal primo Quaderno, da: Quaderni del carcere, a cura di Valentino Gerratana, Einaudi Editore, Roma, 1976, dovrebbero essere messe a disposizione dalla LibUR.

Alla fine del corso verrà rilasciato, ai frequentatori che ne facciano richiesta, un attestato di frequentazione dalla International Gramsci Society Italia.

Sabato 20 gennaio 2001 Introduzione al corso.

I° incontro con la partecipazione di tutti i relatori. Illustrazione delle ragioni del corso, degli obiettivi e delle sue modalità di procedimento. Relazione: Elisabetta Gallo (International Gramsci Society Italia), Linguaggio ed egemonia. Lettura commentata del paragrafo153 (Conversazione e cultura) del primo Quaderno, pp. 135-137. Il riferimento bibliografio essenziale è costituito da: Lo Piparo Lingua intellettuali egemonia in Gramsci, Roma-Bari, Laterza, 1979.

Sabato 3 febbraio 2001

II° incontro, La struttura dei Quaderni Come funziona la struttura di un’opera incompiuta, di un progetto "in fieri" che cerca di focalizzarsi durante la stesura: testi A, B, C; i vari "indici degli argomenti". Relazione: Raul Mordenti (Università degli studi di Roma "Tor Vergata").

Sabato 10 febbraio 2001

III° incontro, Clero, contadini e meridione nella lotta per l’egemonia. Lettura commentata dei primi cinque paragrafi del primo Quaderno, pp. 6-8, e il paragrafo 43 del Q 1, pp. 30-40. Relazione: Giuseppe Prestipino (Università degli Studi di Siena).

Sabato 17 febbraio 2001

IV° incontro, Dalla storia del Risorgimento una metodologia filosofica e un progetto politico. Lettura commentata del paragrafo 44 del Quaderno 1, pp. 40-51. Relazione: Giuseppe Prestipino (Università degli Studi di Siena)

Sabato 10 marzo 2001

Americanismo e folclore. Lettura commentata del paragrafo 61 del primo Quaderno, pp. 70-72. Relazione: Giorgio Baratta (Università degli Studi di Urbino).

Sabato 17 marzo

Linguaggio ed egemonia. Lettura commentata del paragrafo 153 (Conversazione e cultura) del primo Quaderno, pp. 135-137. Il riferimento bibliografico essenziale è costituito da: Lo Piparo Lingua intellettuali egemonia in Gramsci, Roma-Bari, Laterza, 1979 Relazione Elisabetta Gallo

Sabato 24 Marzo 2001

VIII° incontro, Il folklore come espressione di un umanesimo in cammino Lettura commentata dei paragrafi 89-90del primo Quaderno, pp.89-90. Relazione. Aldo Maccariello (Liceo Classico"M.T. Cicerone" di Frascati). Il folklore come proposta consapevole del popolo contro la propria condizione socialmente subalterna. Comprensione teoretica e comprensione pratica del folklore. L’interesse teoretico a capire il folklore nasce anche con l’interesse pratico di costruire un processo di emancipazione e di liberazione delle classi subalterne. Il folklore progressivo come un avanzamento culturale effettivo delle masse popolari e il folklore come filosofia popolare. De Martino e Gramsci. Contro il mito del popolo e la sua assunzione romantico-risorgimentale. Il dibattito su "Società" del 1949 tra De Martino, Luporini, Cirese, Alicata e Fortini intorno ad Una storia del mondo popolare subalterno. Lo spirito popolare creativo. Senso comune e buon senso. Una nuova concezione dell’intellettuale. Sapere e sentire. La lotta per l’unificazione culturale del genere umano (Q.1415-1416).

Bibliografia di riferimento:

Quaderni del carcere, edizione critica dell’Istituto Gramsci. A cura di Valentino Gerratana, Einaudi Editore, Torino, 1975. In particolare il Primo Quaderno

  • C. Pasquinelli -Antropologia culturale e questione meridionale- La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1977
  • F. Fortini-, Il mito dell’immediatezza, in "Aut- Aut", n.163, 1978 -L.M. Lombardi Satriani, Il folklore come cultura di contestazione, Messina, 1966
  • C. Prandi, voce "Credenze", in Enciclopedia Einaudi, tomo IV, Einaudi, Torino, 1980
  • A. Cirese, Intellettuali, folklore, istinto di classe. Note su Verga, Deledda, Scotellaro, Gramsci, Einaudi, Torino, 1976

Sabato 31 marzo

Nesso tra sapere, comprendere e sentire (nelle prospettive del nuovo proletariato). Discussione sul tema dell’attuale rapporto intellettuale-popolo e della figura e del ruolo del nuovo sottoproletariato. Q 1 § 33 pp451-452 seguito dai paragrafi così intitolati -§ 7 il popolo, il pubblico (Q293) - § 127 La questione dei giovani (Q115-116); "Difficoltà dello studio per il popolo", § 55. Relazione Luisa Carbone

Sabato 7 aprile

Questione della lingua in Italia: Manzoni ed Ascoli Relazione Ciro Migliaccio

Sabato 14 aprile

L’edizione tematica e le ragioni di questa decisione Relazione Sandra Dugo